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Studio di Podologia Nettuno 



Onicomicosi (infezione fungina dell’unghia)
L’onicomicosi (micosi delle unghie, volgarmente chiamato “fungo”), definita anche come Tinea unguium, è un’infezione a carico delle unghie provocata da diverse tipologie di agenti patogeni quali dermatofiti, lieviti e muffe non dermatofite.
onicomicosi
Esistono diverse forme di onicomicosi, classificate in base alla sede e al tipo di agente patogeno. Per effettuare diagnosi di onicomicosi viene consigliato un esame micologico con ricerca del dermatofita, al fine di accertare che ci sia un’infezione causata da micete e dare un nome all’agente patogeno che ha causato tale patologia, tenendo presente che, troppo spesso, vengono confusi esiti traumatici con onicomicosi, assegnando al paziente trattamenti inutili e conseguentemente inefficaci. Può essere trattata con terapia farmacologica applicata localmente o con laserterapia.
Onicocriptosi (unghia incarnita)
L’Onicocriptosi (PERIONICHITE CRONICA ULCERO VEGETANTE), comunemente chiamata “Unghia Incarnita”, è una delle patologie più diffuse riguardanti l’apparato ungueale che colpisce più frequentemente il primo dito. Adolescenti e giovani adulti sono quelli più comunemente colpiti.
onicomicosi
È causata dalla penetrazione di una porzione di lamina ungueale, la quale essendo riconosciuta dalla cute come corpo estraneo, permette la attivazione di tutti i meccanismi di difesa propri del nostro corpo. Clinicamente si manifesta con dolore alla pressione (ad esempio a contatto con la calzatura), evidente infiammazione e negli stadi piú avanzati presenza di essudato granulocitario (pus) fino ad arrivare alla formazione del granuloma. Può essere provocata da un taglio errato dell’unghia, da un’eccessiva sudorazione, dall’utilizzo di calzatura inadeguate. Il trattamento dell’onicocriptosi consiste nella rimozione della porzione di lamina ungueale responsabile dell’infiammazione, nella rieducazione ungueale che si effettua nel post-trattamento per prevenire le recidive e nell’educazione sanitaria del paziente.
Unghie distrofiche e ipertrofiche (deformi e ispessite)
Con il termine di Unghie distrofiche (oppure onicodistrofia) si intendono delle malformazioni delle unghie per ciò che riguarda il colore, la struttura, la superficie, lo spessore. in altre parole, le unghie perdono la loro forza, elasticità, il colore rosato assumendo un colore che varia dal giallo al grigio opaco, perdendo uniformità e spessore. Le unghie interessate possono pertanto rompersi, sfaldarsi, scheggiarsi. Si usano termini specifici come onicogrifosi per indicare l’ispessimento di un’unghia (solitamente quella dell’alluce) e il suo aspetto curvo, mentre con onicolisi si intende il distacco della lamina ungueale dal letto dell’unghia o la perdita della lamina stessa. Vi sono anche le cosiddette unghie a pinza, quando (di solito l’alluce) assume un’ipercurvatura trasversale che schiaccia il letto ungueale provocando dolore. Diverse possono essere le cause dell’onicodistrofia: eventi traumatici, anzitutto, (anche di lieve entità, ma ripetuti come per specifiche attività sportiva) e uso di calzature inadatte che comprimono l’unghia. Persino l’alimentazione può concorrere, qualora sia povera di ferro e altri principi utili per la costituzione dell’unghia. Naturalmente, sono responsabili di unghie distrofiche le micosi, cioè delle infezioni fungine. Altre patologie come la psoriasi e il lichen planus possono determinare distrofie delle unghie. Taluni farmaci possono alterare il colore o causare altri problemi ungueali (farmaci chemioterapici, la clorochina, i farmaci contenti oro o argento, tetracicline, e zidovudina), così come alcune infezioni batteriche (per esempio, da Pseudomonas). Il rimedio è anzitutto rimuovere la causa scatenante e poi, attraverso trattamenti specifici, facilitare la guarigione. È altamente raccomandabile la prevenzione: indossare calzature idonee, mantenere un’igiene dell’unghia, evitare per quanto possibile traumi.
Ematoma subungueale.
L’ ematoma subungueale si verifica quando, generalmente a seguito di un trauma, vi è una rottura dei vasi sanguigni presenti sotto la superficie dell’unghia, provocando una raccolta di sangue che rimane intrappolata sotto la pelle.
unghie nere
Anche scarpe scomode possono portare alla formazione di ematomi subungueali, specialmente se la persona è molto attiva. Le scarpe troppo strette possono infatti esercitare un’ eccessiva pressione sull’unghia del piede, rompere i vasi sanguigni e portare alla formazione dell’ematoma.


Metatarsalgia
La metatarsalgia si manifesta con dolore nell'avampiede che è associato a un sovraccarico a livello delle testa metatarsale di solito il secondo e terzo metatarso. È una condizione abbastanza comune; può limitare i movimenti o addirittura impedire completamente la deambulazione. Oltre al sovraccarico, la metatarsalgia può essere causata da infiammazione, neuropatia o malposizione del cuscinetto adiposo sotto l'avampiede.
Tallonite
La tallonite, o talagia plantare, è un’infiammazione che colpisce l’area del retropiede inferiore. La tallonite può avere origini neurologiche, metaboliche o congenite e il suo insorgere può essere condizionato da molti aspetti quali: alterazioni posturali primarie e secondarie calzature non idonee alla conformità della pianta del piede (tacchi alti, scarpe sportive o anti infortunistiche) reumatismi o artrosi tendinopatia inserzionale, infiammazione causata dagli sport nei quali viene sollecitata la zona del tallone e del calcagno malattie metaboliche, come la gotta, e reumatiche obesità e sovrappeso.
Fascite plantare
La fascite plantare è l’infiammazione del legamento arcuato ed è la causa più frequente di dolore alla pianta del piede o del dolore sotto il piede: quattro persone su cinque, fra quelle che accusano dolore al tallone, sono affette da questa patologia.

Escissione ipercheratosi
L' Ipercheratosi, volgarmente definita callo, consiste in un ispessimento circoscritto dello strato più superficiale dell’epidermide, lo strato corneo, ed è conseguente a pressioni e sfregamenti meccanici ripetuti nel tempo.
escissioni
Rappresenta quindi una sorta di meccanismo di difesa della pelle ai microtraumi subiti. Principali fattori causali sono rappresentati da un alterato appoggio plantare, un alterato ciclo del passo, spesso associati a calzature inadeguate particolarmente strette e/o rigide
Verruche plantari
Le verruche sono delle infezioni cutanee causate dal virus HPV (Human Papilloma Virus). Il virus della verruca è autoinoculabile e la trasmissione di tale infezione avviene in maniera indiretta, presenta un tempo d’incubazione (l’incubazione è quel periodo di tempo che intercorre tra l'esposizione ad un agente infettivo e il manifestarsi dei sintomi della malattia) che va dai 3 ai 6 mesi.

verruche
Si possono distinguere diverse tipologie di verruche:
verruche plantari semplici;
verruche plantari a mosaico;
verruche periungueali.
Tra i fattori di rischio che facilitano l'attecchimento di questi ceppi troviamo: la presenza di lesioni cutanee, che facilitano l'ingresso dei virus (una pelle sana e senza ferite è più resistente all'attacco virale); l'indebolimento delle difese immunitarie (aumenta la suscettibilità all'infezione); la condivisione dell'uso di ciabatte e di oggetti per la cura delle unghie; indossare scarpe e/o calze che non lasciano traspirare il piede (la pelle macerata è più suscettibile all'infezione); camminare scalzi in luoghi a rischio di infezione, come il bordo piscina, gli spogliatoi delle palestre, i piatti delle docce. La scelta del trattamento deve tener conto:
Della varietà clinica
Della localizzazione
Un altro importante fattore considerato dal professionista è l’eliminazione di tutte le fonti di contagio, a scopo preventivo. Ad esempio nei bambini in età scolare e nei soggetti che vivono/ frequentano comunità. Scegliere un trattamento che sia efficace, indolore e abbastanza veloce è fondamentale soprattutto nel caso di pazienti pediatrici affinchè questi possano mostrare un’elevata compliance. Il trattamento si avvale di mezzo sia fisici che chimici con l’utilizzo di laserterapia, acidi e crioterapia. Nel trattamento non deve mai mancare l’educazione sanitaria volta alla prevenzione e al controllo delle recidive.
Secchezza cutanea e desquamazione
La secchezza della cute si manifesta con desquamazione e non va assolutamente trascurata poiché nel lungo periodo può portare a disturbi più gravi quali: ipersensibilizzazione, irritazione e prurito.
piede secco
Le principali cause della pelle secca possono essere:
Alterazioni metaboliche e ormonali. Con l’invecchiamento si alterano i processi fisiologici del nostro organismo e l’apparato cutaneo non ne è un’ eccezione. Aria secca. L’aria secca associata al tempo freddo e rigido della stagione invernale è responsabile di pelle secca e labbra screpolate. Il riscaldamento troppo intenso può allo stesso tempo seccare l’aria degli ambienti causando così disidratazione cutanea.
Non ingerire le sostanze nutrienti necessarie può lasciare la pelle disidratata. Può essere causata da un disturbo alimentare o da una carenza di vitamine A, B o C nell’alimentazione.
Docce calde e prolungate. Docce frequenti e prolungate possono seccare la pelle in quanto rimuovono gli oli naturali dell’epidermide.
Sapone
La scelta del sapone per la propria igiene gioca un ruolo determinante nella causa e/o prevenzione della pelle secca. Infatti un sapone troppo aggressivo oltre a rimuovere gli oli naturali della cute può irritare la pelle fino a causare dapprima secchezza e sul lungo termine anche lesioni cutanee.
Allergie alimentari. Le allergie alimentari provocano reazioni chimiche che danno luogo alle tossine responsabili di eruzioni cutanee e pelle secca fino a poter sviluppare l’eczema e/o acne.
Abbigliamento
L’esposizione costante dell’epidermide ad un tessuto fastidioso o di scarsa qualità può provocare prurito e secchezza della cute, ne è esempio il reggiseno per le donne.
Farmaci e Cosmetici. Alcuni farmaci possono essere causa della secchezza della pelle:
Farmaci per l’alta pressione sanguigna
I diuretici: aumentano l’eliminazione di liquidi
I retinoidi: indicati per il trattamento dell’acne
I fondotinta, soprattutto quelli in polvere senza oli
Patologie
Tra le più comuni relativamente alla secchezza cutanea sono:
La dermatite seborroica. Colpisce la cute in prossimità di sopracciglia, palpebre, fronte, naso e orecchie.
La pelle appare secca e screpolata causando potenziale dolore e in alcuni casi portando a infezione.
Altre malattie della pelle come: Eczema e Psoriasi
Diabete
Ipotiroidismo
I bassi livelli di ormoni tiroidei possono ridurre la quantità di grasso prodotta dalla pelle e conseguire pelle secca e ruvida. Altri sintomi di questa patologia sono: stanchezza e aumento di peso.
Tinea pedis
La Tinea pedis, chiamata anche piede d'atleta, è un’infezione da dermatofiti (micotica) della pelle dei piedi ed è la forma più comune di dermatofitosi perché la sudorazione dei piedi causa l’accumulo di umidità nelle aree calde tra le dita dei piedi, condizione che consente la crescita dei miceti.
piedeatleta
L’infezione si può trasmettere da persona a persona in docce e bagni pubblici o in altri posti umidi in cui coloro che hanno l’infezione camminano scalzi. Anche le persone che calzano scarpe strette sono a rischio.
Laserterapia
L’acronimo inglese LASER, tradotto in italiano significa “amplificazione della luce attraverso emissione stimolata di radiazioni.” Già utilizzata in altri ambiti terapeutici la laserterapia è diventata uno strumento molto utilizzato negli ultimi anni anche in ambito podologico.
piedeatleta
La laser terapia determina un miglioramento o una stimolazione del tessuto bersaglio riportando il sistema ad una condizione di equilibrio omeostatico. In ambito podologico viene utilizzato nel trattamento di:
Verruche;
Onicomicosi;
Algie muscolo tendinee ( fasciti plantari , talloniti, metatarsalgie , tendiniti dell’achilleo ...) borsiti o edemi.
Effetto biostimolante sulle lesioni (ulcere vascolari e diabetiche, lesioni chirurgiche o post traumatiche.

Esame obiettivo e biomeccanico (valutazione globale e posturale della persona)

Esame Baropodometrico (esame computerizzato del passo: rileva le pressioni del piede sia in stazione eretta sia durante il cammino)

Screening per il piede diabetico




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